Dozza, il borgo dei murales

A circa mezz’ora da Bologna, in direzione Imola, c’è un borgo medievale incastonato sul crinale di un colle, Dozza. Ad accogliere i visitatori c’è la sua rocca e i suoi murales che disposti sui muri delle case lungo un percorso circolare fanno di questa cittadina un vero e proprio museo d’arte moderna a cielo aperto.

La Rocca

Si tratta di una costruzione di origine medievale trasformato da Caterina Sforza in castello fortificato. In epoca rinascimentale divenne residenza nobiliare dei Marchesi Campeggi e Malvezzi e fu dimora dei loro eredi fino al 1960. Le indagini storiche hanno consentito di individuare quattro fasi chiave per lo sviluppo del complesso:

  • Fortezza Medievale dal 1300 al 1480
  • Fortezza Rinascimentale dal 1480 al 1554, sotto la Signoria Riario-Sforza
  • Residenza tardo-rinascimentale dal 1565 al 1594, sotto la signoria dei Conti Campeggi
  • Residenza Settecentesca, 1795, con le alterne vicende dei casati Campeggi e Malvezzi che portarono ad un ampliamento del palazzo.

La Rocca consente di ammirare i locali in cui si svolgeva la vita quotidiana durante il XVII secolo: la foresteria, la lavanderia, le antiche cucine. Nella torre maggiore riposa il fantastico drago Fyrstan. La leggenda narra che nel 1062 in un bosco adiacente Dozza un mostro uccideva bestiame e avvelenava corsi d’acqua; un cavaliere e i suoi uomini provarono ad ucciderlo ma il drago si rifugiò nel castello senza più uscirne. Nelle cantine ha sede l’enoteca regionale Emilia Romagna.

Murales

I dipinti sulle facciate delle case accompagnano i visitatori alla scoperta dei vicoli di Dozza. A ricordare l’unicità di questa galleria d’arte a cielo aperto c’è l’evento “Il muro dipinto” , una rassegna di pittura attiva dal 1960 in cui centinaia di artisti si riuniscono per dipingere dal vivo le abitazioni della città. La Biennale si tiene a settembre, negli anni dispari. 

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